09.03.2012

Mononucleosi olè!


408773_308549215848147_207163859320017_804052_1233117882_n.jpgDirei che in questo periodo sta andando un po' meglio. Cosa? La bulimia? Può darsi.
In realtà sono stata a casa malata per quasi tre settimane fino ad oggi. Mi sono beccata la mononucleosi. Mi sono beccata? Non direi, sarebbe più corretto dire il mio dolce amabile e gentile ragazzo è stato così generoso da attaccarmela sebbene l'abbia avuta un paio di anni fa. Eggià perchè pare questo virus di emme si riattivi periodicamente nelle persone che sono guarite, anche diversi anni dopo la guarigione, rendendole nuovamente contagiose. Riuscivo a malapena ad alzarmi dal letto ed avevo la nausea, figuriamoci se avessi potuto avere abbuffate e roba simile..
L'armadietto con le schifezze tentatrici non è mai stato così pieno! E nonostante sia stata controllata ed obbligata a mangiare sia a pranzo che a cena sono dimagrita almeno un pochino,sono arrivata a 52,5. Mai pesato così poco, ora il mio obbiettivo dei 50kg non sembra più così lontano (anche se l'obbiettivo continua ad abbassarsi, ma questa è un'altra storia...).
Come ho giàdetto sono stata a casa da scuola per tre settimane (contando anche questa) e ovviamente i professori, in particolare la nostra coordinatrice, si sono preoccupati, anche ,e soprattutto, perchè due settimane prima ero stata a casa per l'influenza. Okay, va bene preoccuparsi, ma questo non dà lei (e qui mi riferisco proprio alla nostra cara coordinatrice) di spiattellare le sue supposizioni davanti a tutta la classe. Una volta saputo che ero malata ha pensato bene di dire davanti a tutti "Eh sta facendo un sacco di assenza, ma ovvio se non mangia mai.."  e chiamando mia madre ha chiesto se mangiavo. E' una cosa che odio quando la gente non si fa gli affari suoi. E' dall'anno scorso che questa storia va avanti e finchè ne parlavano solo con me, era irritante ma sopportabile. Per fortuna da quella frase infelice sono passate ormai già quesi due settimane e quando rientrerò a scuola nessuno se ne ricorderà (spero) ma è comunque pesante. E' pesante soprattutto perchè il 18 parto con la classe per la grecia e la suddetta professoressa è una delle nostre accompagnatrici, peraltro affiancata da un'altra prof che pensa le competa anche il ruolo di psicologa degli studenti, ergo durante i pasti sarò controllata a vista, sarà un incubo. I pranzi saltati, le cene appena accennate, lì posso scordarmele. Ed il peggio è che con questa pausa di malattia dalle abbuffate mi sono accorta di quanto  sia bello non dover aspettare orari improbabili per rimpilzarsi di tutto ciò mi capiti a tiro per poi riversarlo nella tazza del cesso, quanto sia bello il puro non dover riversare, ma poter essere in un certo qual modo normale: una semplice ragazza che mangia il necessario per tenersi in piedi, che tutti dicono troppo magra e che non sente il bisogno di abbuffarsi. E' una sensazione meravigliosa. Forse questa malattia mi sta dando proprio le basi per guarire. E dunque la cosa di cui ho paura è dover tornare a farlo a causa delle pressioni di stupide professoresse.. Stupide loro che credono di aiutarmi obbligandomi a mangiare! Non capiscono che mi spingono dalla padella alla brace! Dall'anoressia alla bulimia.

22:11 Scritto da: ramarroverde33 in blog life | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: bulimia, anoressia, dca | OKNOtizie |  Facebook

21.01.2012

In caduta libera.

Sì, voglio un peso in caduta libera.
Voglio non poter più sentire il terreno sotto i piedi,
sarà come volare, no, fluttuare, penso si possa dire così.
E poi sarà perfetto. Sarò perfetta.
Loro vedranno, vedranno di cosa sono capace.

 

É da un po' che non aggiorno il blog, devo dire che da allora sono cambiate un po' di cose. La bulimia si è consolidata. Non passa giorno senza che mi trovi a dover affrontare una crisi, nelle ore più improbabili, in qualunque luogo io mi trovi. Il cibo non mi dà nemmeno più piacere, non ho voglia di mangiare, non mi fa alcun effetto. Ho solo voglia di riempirmi per poi svuotarmi. A dir la verità non so più quale sia la verità: mangio perchè tanto poi posso "rimediare" oppure mangio per vomitare?

Fino a qualche settimana fa ho utilizzato  il metodo mangio a pranzo perchè sono sola, libera da sguardi indiscreti nel dopo-pranzo, e un giorno sì ed uno no mi abbuffo a cena, potendo poi avere un po' di tempo bonus in bagno prima di farmi la doccia. Sono riuscita a mantenermi sui 57 chili con questo mentodo. Dopodichè.. svolta. Per capodanno sono andata in montagna con degli amici ed il mio ragazzo, ovviamente non ho potuto continuare.  Ho mangiato in modo abbastanza sano, ed anche quando rimanevo in casa da sola (dal momento che ero l'unica a non sciare), nonostante la tentazione fosse forte, gli attacchi erano piuttosto controllati; non potevo di certo svuotare il frigo riempito con la cassa comune senza poi dare alcuna spiegazione! Mi limitavo ad una tazza di tè con il latte, pochi biscotti, un paio di cucchiaini di nutella/miele e qualche chicco d'uva. Ho sperimentato in quella settimana quanto qualsiasi cosa riuscisse a darmi una dipendenza ossessiva, oserei dire malata: caramelle, tè, pistacchi, alcol. Sta di fatto che sono ingrassata di un chilo e mezzo. Tornata nella vecchia cara Milano le crisi sono diventate più violente, sempre programmate riuscivo a mangiare in un arco di tempo minimo qualsiasi cosa avessi a disposizione per poi buttare tutto fuori, tutto. Nonostante anche il solo pensiero del cibo mi desse la nausea non potevo fermarmi. Stare sveglia fino a tardi, nonostante la stanchezza, nonostante il giorno dopo dovessi andare a scuola, nonostante gli occhi gonfi la mattina successiva, nonostante mi reggessi a malapena in piedi.. nonostante tutto stare sveglia, aspettare la complicità della notte perchè il sonno obbligasse mia madre a coricarsi, dandomi il via libera.. E comunque quegli odiosi numeri non segnavano una cifra minore, rimanevano lì, fissi sullo schermino della mia amata odiata nemica: la bilancia.
Era una cosa insopportabile, allora martedì scorso ho deciso di darci un taglio. Basta cibo. Ho iniziato a stare fuori per pranzo ed a dirmi sazia a cena per poter mangiare solo una stupida insalata senza olio ed una scatoletta di tonno al naturale o una simmental come accompagnamento. Ho riniziato a tenere il diario alimentare, non ho mai superato le 300 kcal. L'altroieri non sono arrivata nemmeno a 200.. Ed eccomi, dai miei 58,5kg sono arrivata a 55,00 oggi. Gli attacchi bulimici non sono scomparsi, tornano puntualmente ogni sera, facendo ridurre al minimo le mie ore di sonno, oppure ogni volta -o quasi- che mi trovo a casa da sola. E anche riuscendo a trattenere la bestia, questo non fa altro che renderla più feroce quando riesce ad ottenere dinuovo il sopravvento.
Per esempio dall'altro ieri sera ero stata più forte di lei ma da stamattina si è fatta sempre più pressante -ho preso 3 capcioc alle macchinette della scuola- fino a qualche ora fa; nei dieci minuti in cui mia madre è andata a comprarsi le sigarette ho arruffato cibo a caso, bevendo il più possibile, per poi rimettere. Ed ancora a cena, tentando di contenere almeno la velocità, ho mangiato di tutto. Salvo poi utilizzare il tempo bonus prima della doccia... E penso che nulla impedirà al mostro di tornare fra poco, approfittando del buio. Lo sento già, mi sta col fiato sul collo, non vede l'ora di colpirmi alle spalle e spingermi in cucina... Ma almeno c'è di positivo che sto dimagrendo...

Penso che comunque la cosa stia diventando troppo evidente. Penso che un mio compagno, che io considero anche uno dei miei migliori amici, stia capendo. Non si risparmia dal lanciarmi battutite della serie "io so". Un po' di tempo fa sul fatto che io fossi bulimica - e non ha ragione, no per nulla - e da quando, essendo andata a casa sua dopo scuola per studiare, ho rifiutato di pranzare, mi fa raccomandazioni del genere "mangia" o "non esagerare con la dieta". Da un lato mi fa piacere che si preoccupi, dall'altro non voglio che abbia la certezza di quello che sono, altrimenti potrebbe dirlo a qualcuno di più autorevole e non potrei continuare.

Sì, voglio continuare. Eppure non ho mai voluto essere bella, la vanità non mi si addice. Non ho un'autoconsiderazione così alta da poter dire mi basta essere magra per essere bella e neppure sono così cieca da ritenermi grassa. So benissimo di non esserlo, ma non faccio nemmeno l'errore di pensare di essere magra. Fatto sta che non voglio dimagrire, ho solo paura di ingrassare. E mangiare=ingrassare. Una semplice equazione, nessuna incognita, solo certezze. E forse in fondo voglio solo dimostrare di esser capace di farmi questo. Voglio avere il controllo almeno su di me. In uno dei miei attacchi di egocentrismo direi voglio che tutti lo notino. Per poi però pentirmene subito:  se lo notassero non potrei andare avanti.
Penso che una delle parti peggiori di avere un DCA sia la presenza di due volontà distinte: quella di volerne uscire, data dalla consapevolezza della natura malsana del tuo comportamento, e quella di voler andare avanti finchène ne sarai capace, data dalla malattia stessa. Il problema è che spesso la seconda ha il sopravvento sulla prima, più debole, ed essere consapevole della presenza di queste due volontà, avere la capacità di discernere lo sbagliato dal giusto, capire quale sia la volontà cattiva e quale quella buona non è abbastanza, io ne sono l'esempio concreto.

Molte delle ragazze anoressiche/bulimiche delle quali ho letto i blog affermano di non ricordare quando tutto sia cominciato. Io invece ho fisso nella memoria quel giorno. Io al supermercato, stavo guardando le scatolette di mais sugli scaffali. Così ordinate. Ne esaminavo le calorie. Avevo lanciato una sfida a me stessa, come molte volte prima, ma quel giorno avevo vinto. Voglio riuscire a mangiare solo insalata oggi. E così ho fatto quel giorno. E quello dopo. E quelli successivi. Poi la fame è aumentata. Arrivavano gli sgarri. I sensi di colpa. I tentativi falliti di rimediare a quegli sgarri. Ed infine i tentativi riusciti.
E' un po' più complesso ricordare come è iniziata l'idea di voler perdere peso. Mi ricordo di essermi sempre sentita grassa, dalle elementari, quando i bambini, specie crudele come poche altre nell'universo, mi prendevano in giro. Cicciona dicevano. Ho sempre pensato avessero ragione.
Alle medie sono arrivata più complessata che mai. Ricordo perfettamente una frase che ripetevo spesso: Meglio anoressica che così, almeno mi prenderebbero in giro perchè sarei troppo magra e non grassa. Allora ancora non sapevo si trattasse di una malattia. A dire il vero non sapevo nemmeno che differenza intercorresse tra anoressia e bulimia. Ho poi iniziato a considerare una malattia solo la seconda, una malattia stupida per di più; chi è  così stupido da mangiare e poi ficcarsi due dita in gola per vomitare? Tanto vale che non mangi direttamente. Non mi sarei mai immaginata di diventare una di quelle stupide di cui parlavo. Ma ora, ripercorrendo tutto col senno di poi, mi sembra quasi che il mio destino fosse stato deciso fin dall'inizio. Era inevitabile che andasse a finire così. Ogni apparente scelta, ogni decisione presa, tutte balle; era già tutto prestabilito.

Sì, è decisamente più facile pensarla così e scaricarsi di dosso ogni responsabilità.
D'altronde è quello che ho sempre fatto per tutta la mia vita: rifiutare qualsiasi responsabilità. Se le cose non dipendono da me è più facile accettarle. 

24.10.2011

E pensare che..

..che fino all'anno scorso reputavo delle idiote senza cervello le anoressiche..

..ed ora voglio esserlo anch'io.

..che fino all'anno scorso usavo la parola "anoressica" dispregiativamente per definire qualunque ragazza magra..

..ed ora non sbaglio più con le parole.

..che fino all'anno scorso pesavo circa 70 chili..

..ed ora ne peso circa 56.

..che fino all'anno scorso mangiavo di nascosto per non farmi dire da mia madre "ma mangi sempre?? Menomale che vuoi dimagrire!"..

..ed ora butto il cibo per farle credere di aver mangiato.

..che fino all'anno scorso ero contenta di andare a mangiare fuori..

..ed ora non c'è cosa di cui io abbia più paura.

..che fino all'anno scorso mi disgustava l'idea di vomitare..

..ed ora lo faccio in media 2 volte al giorno.

..che fino all'anno scorso mi bastava un'uscita con le mie amiche per essere felice..

..ed ora sono felice solo quando vedo scendere quei numeri sulla bilancia.

21:35 Scritto da: ramarroverde33 in blog life | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: passato, presente, dca, ed | OKNOtizie |  Facebook

22.10.2011

Questione di punti di vista.

Oggi non so proprio cosa scrivere, quindi parlerò sempre dello stesso inutile argomento: il cibo. Fino a ieri pomeriggio era andato tutto benissimo, ero riuscita a non mangiare nulla e a bere sono un caffè americano da Arnold. Poi sono tornata a casa ed il gelato mi ha tentato. Lo volevo, doveva essere mio. E, com'era ovvio che fosse, è passato due volte per il mio cavo orale andando verso direzioni diverse. Idem per la cena. Quindi terrorizzata dall'aver fatto un danno troppo grosso ho preso 5 pastiglie di quelle per dimagrire, col risultato che sono riuscita ad addormentarmi solo troppo tardi. Per fortuna stamattina sono riuscita comunque a svegliarmi prima per studiare, o meglio leggere storia dell'arte. Ripeto per fortuna perchè poi quella simpaticissima donna/alieno/artista fallita ha deciso di interrogare aprendo una pagina a caso del libro (siccome era la prima interrogazione). Per fortuna perchè è uscito 96, 9+6=15, 15=IO. Sono comunque soddisfatta perchè ho preso 7 anche se "in matita perchè -parole sue- prima voglio interrogare qualcun altro per vedere l'andamento della classe ed equilibrare le valutazioni". Anche oggi è andata piuttosto bene fino a metà pomeriggio. Mentre ero fuori con la mia amica mi sentivo stanca da morire, riuscivo a malapena a camminare ed ho pensato massì che vuoi che sia un gelato peccato che non mi sia bastato e poi abbia voluto prendere un panzerotto. Salvo poi doverla obbligare a seguirmi nella ricerca di un bagno in cui vomitare il tutto con la scusa di avere una vescica leggermente piccola. Però nel frattempo era passato troppo e non ero riuscita a rimettere tutto quindi non ero soddisfatta nè di quello che avevo mangiato nè di quello che avevo rigettato. Dunque appena arrivata a casa ho cercato disperatamente qualsiasi cosa da mangiare per completare l'opera. A cena lo stesso. Sto peggiorando. Lo sento. Oggi il vomitare è stata un'esigenza fisiologica, sia dopo il panzerotto sia dopo la cena, sentivo il cibo risalire da solo, mi sentivo troppo male. Ed alla fine eccomi qua di nuovo a sorseggiare una coca-cola zero come al solito dopo aver preso 5 pastiglie dimagranti oltre alle 2 che ho preso oggi pomeriggio nonostante si debba prenderne solo 4 al giorno. Ed intanto mi risuonano in testa le parole pronunciate da mia madre mentre, dopo una cena a base di verdura, prendo una cioccolata calda: tu mangi solo quello che pare a te e poi parli di cura dimagrante. A quel punto avrei voluto urlarle MA NON TI PONI DELLE DOMANDE?? NON TI CHIEDI PERCHè DOPO AVER MANGIATO MI CHIUDO IN BAGNO PER MEZZORA?? Poi però ho realizzato che non sarebbe stata una cosa conveniente per me; poi sarei stata obbligata a smettere ed io non voglio. In verità  vorrei dorlo a qualcuno, ma voglio dirlo a qualcuno che non possa aiutarmi/obbligarmi ad uscirne. Per ora, sarà che non ho ancora problemi di salute dovuti a questo ma non la sento come una malattia. Sono convinta che ne potrò uscire quando vorrò e ricominciare a mangiare normalmente, senza contare calorie e vomitare quando sono troppe. Ma so anche che questo è ciò che pensavano tutte quelle che poi non sono più riuscite ad uscirne e magari ci sono morte. Ed ora sono troppo stanca anche per continuare a scrivere, vorrei solo dormire ma non sono pronta ad affrontare domani, odio la domenica perchè: domenica->studio, studio->in cucina, cucina->cibo, ed il resto potete immaginarlo da voi.

Ma almeno sto dimagrendo e non mi importa altro perchè alla fine sono solo un'egocentrica del cazzo affetta da vittimismo cronico che pensa solo ai suoi fottuti problemi senza preoccuparsi di crearne altri alle persone che ha accanto. Per questo voglio diventare anoressica, ottenere quel po' di considerazione dalle persone giuste e non da quelle importanti. Per questo non potevo non sorridere quando mia madre mi stava dicendo che stavo ridiventando come quest'estate, quando a suo parere ero scheletrica. A suo parere. Be' d'altronde è ovvio che per una persona abituata da sempre a vedere la me grassa, con la faccia paffuta, le cosce che sfregavano, la trippa che strabordava dai pantaloni, le braccia mollicce, le ciocche di lardo sulla schiena, il culo enorme, ... sembravo troppo magra e sembrava insensata la mia inesorabile volontà di dimagrire ancora.

Alla fin fine è sempre solo questione di punti di vista.

18.10.2011

Così non va bene.

"Così non va bene" mi dico, ma poi inizio a mangiare

"Così non va bene", ma poi vado in bagno e mi peso

"Così non va bene!" mi ripeto prima di infilarmi due dita in gola

e nuovamente "Così non va bene." guardando allo specchio la mia faccia distrutta.

Penso di aver raggiunto ad una nuova fase, ora digiuno ed anche quando mangio poco o niente la mia tappa successiva è inevitabilmente il bagno. Mi sembra inaccettabile pesare un chilo in più dopo aver mangiato un'insalata e buttare così all'aria una giornata di aria. Considerando l'aspetto delle abbuffate la situazione è migliorata, non si verificano più con cadenza giornaliera, ma le pratiche liberatorie sono sempre più frequenti, indipendentemente da quanto io mangi. Il fatto positivo è che sto dimagrendo; in una settimana ho perso due chili. In più uno di questi giorni andrò a comprare delle pastiglie per accelerare il metabolismo così da dimagrire più in fretta, so che non fanno bene ma il mio obbiettivo (per ora) è 50 chili e questo significa perderne circa 8.. e questo entro Natale. Quattro chili al mese non mi sembrano eccessivi e sono pronta a tutto per perderli..

Non so se centra realmente o se è solo un caso ma riesco a collegare l'inizio della mia dieta ad un momento ben preciso della mia vita. Un ragazzo. Lui aveva sconvolto l'equilibrio e, in un certo senso, l'apatia che avevo conquistato dopo un periodo per me orribile. Lui mi era piaciuto fin da subito. Ma, italiano residente a Parigi, era dovuto tornare in Francia dopo una settimana. Inizialmente non volevo assolutamente provare qualcosa per lui, non volevo provare nulla per nessuno. Solo dopo la sua partenza ho lentamente compreso e accettato ciò che sentivo. Come conseguenza però, non ho accettato la sua partenza. Sono stata malissimo, mi sentivo depressa e grassa. Pesavo 66 allora. 

Nel mio "diario" avevo scritto questo (mi scuso per la stupidità del pensiero):

 In questi giorni sto seriamente pensando all’anoressia, ma non come una grave malattia, bensì come alternativa ad una vita segnata da complessi. So già che non diventerò mai anoressica in quanto il cibo è una delle consolazioni più grandi della mia vita, mangio per noia, mangio per piacere e a volte anche per fame. Le uniche volte che non mangio sono quando mi prendo una cotta pazzesca, mi risparmio gli esempi. È davvero una cosa stupida e magari anche irrispettosa verso le persone che soffrono e muoiono per questa malattia, ma preferirei davvero essere anoressica ad essere obesa come sono. Oggi, come al solito, nonostante i buoni propositi, ho mangiato un casino a pranzo, a cena solo un wurstel ma tanto il danno l’ho già fatto. Da domani devo riuscire a smetterla di mangiare, voglio sentire il mio stomaco completamente vuoto, pulito da qualsiasi rimasuglio di cibo unto e disgustoso. Devo dimagrire, ovvio che io non abbia un ragazzo, ho già il mio grasso a farmi compagnia, nessuno si metterebbe tra noi! Che cosa pessima. Spero di riuscirci.

Allora un giorno mi sono detta devo mettermi a dieta, una dieta che funzioni. A pranzo avevo mangiato un'insalata con una scatoletta di mais e a cena solo l'insalata. Da quel giorno non ho voluto più mangiare e più mia madre s'imputava, più io mi opponevo.Ho continuato fino a quando mi sono messa con un ragazzo di cui non m'interessava un gran chè ma grazie al quale m'illudevo di poter dimenticare Lui. Ragazzo -quello con cui stavo- che ho lasciato dopo aver rivisto Lui per la seconda volta, quando -per di più- ho capito di non essere l'unica a provare qualcosa: il sentimento era ricambiato. Ho continuato la mia dieta e, prima dell'estate mi sono messa con un altro ragazzo. Lui era il ragazzo più dolce, premuroso, gentile, ecc.. dell'universo e mi rendo conto che se non sono riuscita ad amare lui non riuscirò ad amare nessuno, almeno finchè Lui -il ragazzo italiano che vive a Parigi che ha sconvolto la mia vita- non uscirà dalla mia mente (e dal mio cuore). E' stato per Lui, la seconda volta che, per Lui, sempre per Lui, ho lasciato il mio ragazzo. Infatti ad Agosto sono andata con una mia amica a Pesaro da lui per due giorni (quando non sono riuscita a ricambiare il suo bacio) e, tornata a casa sconvolta dal rimorso di esserci andata mettendo a rischio la mia relazione ma soprattutto dal rimpianto di non esserci stata, ho maturato l'idea di lasciare il mio tipo. Contemporaneamente è iniziata la mia fase bulimica. Quindi l'inizio e la successiva evoluzione del mio"disturbo alimentare" sono collegate ai distacchi che ho avuto da Lui -il ragazzo che ha reso la mia vita profondamente instabile e del quale, nonostante sia passato quasi un anno, non riesco a fare solo un ricordo, un capitolo chiuso del mio passato; anche perchè forse spero che il capitolo sia ancora aperto...-. Ripeto, non escludo che si tratti di una coincidenza ma sicuramente averlo conosciuto e reincontrato la terza volta sono stati due episodi sconvolgenti per me, per la mia vita e per il mio equilibrio.

Sono ossessionata dal mio peso, dalle calorie, dal cibo almeno quanto sono ossessionata da lui.