22.10.2011
Questione di punti di vista.
Oggi non so proprio cosa scrivere, quindi parlerò sempre dello stesso inutile argomento: il cibo. Fino a ieri pomeriggio era andato tutto benissimo, ero riuscita a non mangiare nulla e a bere sono un caffè americano da Arnold. Poi sono tornata a casa ed il gelato mi ha tentato. Lo volevo, doveva essere mio. E, com'era ovvio che fosse, è passato due volte per il mio cavo orale andando verso direzioni diverse. Idem per la cena. Quindi terrorizzata dall'aver fatto un danno troppo grosso ho preso 5 pastiglie di quelle per dimagrire, col risultato che sono riuscita ad addormentarmi solo troppo tardi. Per fortuna stamattina sono riuscita comunque a svegliarmi prima per studiare, o meglio leggere storia dell'arte. Ripeto per fortuna perchè poi quella simpaticissima donna/alieno/artista fallita ha deciso di interrogare aprendo una pagina a caso del libro (siccome era la prima interrogazione). Per fortuna perchè è uscito 96, 9+6=15, 15=IO. Sono comunque soddisfatta perchè ho preso 7 anche se "in matita perchè -parole sue- prima voglio interrogare qualcun altro per vedere l'andamento della classe ed equilibrare le valutazioni". Anche oggi è andata piuttosto bene fino a metà pomeriggio. Mentre ero fuori con la mia amica mi sentivo stanca da morire, riuscivo a malapena a camminare ed ho pensato massì che vuoi che sia un gelato peccato che non mi sia bastato e poi abbia voluto prendere un panzerotto. Salvo poi doverla obbligare a seguirmi nella ricerca di un bagno in cui vomitare il tutto con la scusa di avere una vescica leggermente piccola. Però nel frattempo era passato troppo e non ero riuscita a rimettere tutto quindi non ero soddisfatta nè di quello che avevo mangiato nè di quello che avevo rigettato. Dunque appena arrivata a casa ho cercato disperatamente qualsiasi cosa da mangiare per completare l'opera. A cena lo stesso. Sto peggiorando. Lo sento. Oggi il vomitare è stata un'esigenza fisiologica, sia dopo il panzerotto sia dopo la cena, sentivo il cibo risalire da solo, mi sentivo troppo male. Ed alla fine eccomi qua di nuovo a sorseggiare una coca-cola zero come al solito dopo aver preso 5 pastiglie dimagranti oltre alle 2 che ho preso oggi pomeriggio nonostante si debba prenderne solo 4 al giorno. Ed intanto mi risuonano in testa le parole pronunciate da mia madre mentre, dopo una cena a base di verdura, prendo una cioccolata calda: tu mangi solo quello che pare a te e poi parli di cura dimagrante. A quel punto avrei voluto urlarle MA NON TI PONI DELLE DOMANDE?? NON TI CHIEDI PERCHè DOPO AVER MANGIATO MI CHIUDO IN BAGNO PER MEZZORA?? Poi però ho realizzato che non sarebbe stata una cosa conveniente per me; poi sarei stata obbligata a smettere ed io non voglio. In verità vorrei dorlo a qualcuno, ma voglio dirlo a qualcuno che non possa aiutarmi/obbligarmi ad uscirne. Per ora, sarà che non ho ancora problemi di salute dovuti a questo ma non la sento come una malattia. Sono convinta che ne potrò uscire quando vorrò e ricominciare a mangiare normalmente, senza contare calorie e vomitare quando sono troppe. Ma so anche che questo è ciò che pensavano tutte quelle che poi non sono più riuscite ad uscirne e magari ci sono morte. Ed ora sono troppo stanca anche per continuare a scrivere, vorrei solo dormire ma non sono pronta ad affrontare domani, odio la domenica perchè: domenica->studio, studio->in cucina, cucina->cibo, ed il resto potete immaginarlo da voi.
Ma almeno sto dimagrendo e non mi importa altro perchè alla fine sono solo un'egocentrica del cazzo affetta da vittimismo cronico che pensa solo ai suoi fottuti problemi senza preoccuparsi di crearne altri alle persone che ha accanto. Per questo voglio diventare anoressica, ottenere quel po' di considerazione dalle persone giuste e non da quelle importanti. Per questo non potevo non sorridere quando mia madre mi stava dicendo che stavo ridiventando come quest'estate, quando a suo parere ero scheletrica. A suo parere. Be' d'altronde è ovvio che per una persona abituata da sempre a vedere la me grassa, con la faccia paffuta, le cosce che sfregavano, la trippa che strabordava dai pantaloni, le braccia mollicce, le ciocche di lardo sulla schiena, il culo enorme, ... sembravo troppo magra e sembrava insensata la mia inesorabile volontà di dimagrire ancora.
Alla fin fine è sempre solo questione di punti di vista.
